Martedì 19 febbraio 2008 ore 21.00 |
|
INGRESSO:
PLATEA € 30,00 - GALLERIA € 27,00 |
|
![]() |
Un capolavoro della scrittura comica, l’eccezionale virtuosismo sul classico tema dello sdoppiamento, l’incanto del gioco teatrale dei simili e degli opposti… Carlo Goldoni ne I due gemelli veneziani porta a livelli altissimi il teatro comico: lo fa usando le tecniche della drammaturgia settecentesca e la sapienza scenica di chi il teatro lo scrive ma sa anche “farlo”, di chi impone agli attori una parte, ma solo dopo averla costruita sulle loro personali potenzialità e inclinazioni… Ne risulta una commedia che, dall’esordio nel 1747 ad oggi, non ha smesso di sorprendere e divertire, e non ha mai sofferto il peso del tempo. |
| I due gemelli veneziani: se da un lato in questo testo il protagonista
trova nel duplice e opposto ruolo di Tonino-Zanetto un banco di prova
come pochi nella storia del teatro, dal punto di vista registico è di certo
interessante confrontarsi con una commedia che coniuga con tanta
sapienza ed equilibrio studio profondo dei caratteri e virtuosismo
comico.
Contestualmente I due gemelli veneziani si lascia
percorrere da insolite inquietudini grottesche e adombra
chiaramente forse con qualche malinconia, nella conclusione,
il finire del gioco di scambi e travestimenti, destinato a
cedere il passo al mondo borghese, con i suoi livori e le sue
concrete preoccupazioni… Una delle più note citazioni goldoniane avverte: “I due libri su’quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro”. C’è ne I due gemelli veneziani tutto il mondo (di sentimenti, inquietudini, emozioni e rivalità) e tutto il teatro (fatto di equivoci, frenesie, mascheramenti, malintesi) che il grande autore veneziano conosceva e che tuttora continuiamo a sentire validi. E sebbene il plot abbia radici lontane il genio goldoniano riesce a donargli in un soffio l’universalità. Sarà questo il terreno su cui si muoverà Antonio Calenda, concertatore di un allestimento che equilibrerà realismo e fantasia, dirigendo un cast che saprà armonizzare sensibilità di analisi e virtuosismo interpretativo. E questo sarà il compito a cui è atteso uno degli attori più versatili e completi che oggi può vantare la scena italiana, l’ottimo Massimo Dapporto. Maturo nell’espressività, capace di coniugare in ogni ruolo seria analisi del personaggio e,palpitanti, personali slanci interpretativi è l’attore perfetto per dar vita al paradosso di Zanetto e Tonino, giostrandosi con sicurezza fra i loro opposti caratteri e sintetizzando in un unico corpo il ruolo di antagonista e protagonista, comico e spalla. Separati fin dall’infanzia i due gemelli Zanetto e Tonino non sono l’uno parte dell’esistenza dell’altro: il destino li conduce improvvisamente nella stessa città. Il primo è ricco e un po’ lento, il secondo, veloce e scaltro, è di contro poverissimo. Impossibile per chi li circonda – servi, amici, fidanzate – non confonderli e scambiarli dando vita a un turbinio di equivoci, rivelazioni, follie. |
|