Don
Luigi nel suo breve editoriale ha espresso bene il valore della
proposta teatrale e il servizio alla persona che offre ogni
rappresentazione. Tutti gli anni, nel momento in cui mi accingo
ad abbozzare il progetto di stagione, sono assalito da vari
sentimenti e non tutti concilianti. Nell’analisi della
panoramica delle proposte in campo questi vari sentimenti si
incrociano, si combattono per diventare alla fine passione
e realismo. Il teatro come valore e come servizio pubblico
Maturano tante riflessioni prima di arrivare alla scelta. E
non sempre la scelta è figlia dell’opportunità di
poter catturare un nuovo spettatore o di non perderne qualcuno;
spesso la scelta è culturale, nel senso ampio del termine.
Nel termine culturale c’è dentro il rapporto con
la realtà che ci troviamo davanti, le attese dell’uomo
contemporaneo, la priorità a cui dare voce, il perché di
un vissuto, l’anelito per un colpo d’ala di contributo
necessario, le risorse disponibili e il rischio che vogliamo
correre. E, non ultima, la paura di non farcela, la paura di
sbagliare la proposta. Quante incertezze incombono, nonostante
tanta passione e tanto realismo! Non ho dubbi che c’è ancora
bisogno di cultura e di un popolo con un’identità,
di una comunità con un’identità. Quindi,
anche in un quadro di grande incertezza e di riduzione di risorse,
l’unica forza che mi sostiene è la motivazione
iniziale per cui è nata la nostra esperienza in una
periferia urbana dove non c’era pressoché nulla
di propositivo e di stabile, con la pretesa di divenire proposta
giornaliera. C’è bisogno di qualcuno e di qualcosa
che tenga desto lo spirito per creare un minimo di relazioni
sociali. Come dice il titolo di questo editoriale, il teatro è un
servizio pubblico, è un servizio alla persona intesa
nella sua integrità; il teatroè un mezzo privilegiato
per trasmettere e fare cultura e quindi è un valore.
La politica cosa deve fare di fronte a queste riflessioni?
La politica deve scegliere, come sempre. Potrebbe scegliere
di aiutare coloro che si assumono l’iniziativa di giovare
all’uomo, per rafforzarne l’identità, e
così facendo svolgono un servizio pubblico, cioè per
tutti. Il contributo dell’Amministrazione comunale di
Cesano Boscone è necessario per continuare insieme a
scommettere che si può ancora costruire un tessuto sociale
di buone relazioni e un benessere collettivo di alto livello.
Nelle prossime pagine presentiamo la XXXI Stagione teatrale.
Una stagione con nomi importanti e che vi coinvolgeranno per
l’applauso finale. Tutti gli spettacoli in cartellone,
anche se comici, parlano del nostro “io”, delle
sue attese, delle sue pretese, dei suoi impegni, delle sue
indifferenze, dei suoi errori. Lascio alla vostra lettura le
proposte in cartellone e buon divertimento a tutti.
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