Il fascino della diretta
per entrare in scena
al momento giusto

Don Luigi Caldera
Parroco Chiesa San Giovanni Battista - Cesano Boscone

l teatro ha non solo il fascino della diretta, ma quello del contatto immediato che ti fa immaginare di essere lì a vivere le diverse situazioni sulla scena insieme con gli attori. Non si fa fatica a dire che la vita è un teatro: ciascuno recita la sua parte relazionandosi con gli altri e il tutto funziona se ciascuno entra in scena al momento giusto, con le battute corrette e via dicendo. Il teatro e la vita sono scuola di relazioni, aiutano a incontrare gli altri e a camminare coordinandosi con loro: né troppo presto, né un attimo dopo, al posto giusto per dialogare con gli altri. Il programma della stagione 2011-2012 prevede alcuni testi classici e diversi spettacoli leggeri: se i primi fanno parte della storia della letteratura italiana, i secondi mettono alla berlina i nostri difetti non solo senza farci arrabbiare, ma addirittura insegnando a riderci sopra. Ridendo castigat mores, dicevano i latini, cioè con la scusa di far ridere si punta il dito contro i comportamenti sbagliati. Non nascondo che sono poi molto curioso di vedere lo spettacolo di questo cuoco evangelico romagnolo di nome Paolo Cevoli: giovedì 15 dicembre 2011 sarò in prima fila per “La penultima cena”! Grazie agli organizzatori e buona stagione a tutti.

Il teatro come valore
e come servizio pubblico


Salvatore INDINO
Presidente Associazione Centro Culturale Città Viva
Don Luigi nel suo breve editoriale ha espresso bene il valore della proposta teatrale e il servizio alla persona che offre ogni rappresentazione. Tutti gli anni, nel momento in cui mi accingo ad abbozzare il progetto di stagione, sono assalito da vari sentimenti e non tutti concilianti. Nell’analisi della panoramica delle proposte in campo questi vari sentimenti si incrociano, si combattono per diventare alla fine passione e realismo. Il teatro come valore e come servizio pubblico Maturano tante riflessioni prima di arrivare alla scelta. E non sempre la scelta è figlia dell’opportunità di poter catturare un nuovo spettatore o di non perderne qualcuno; spesso la scelta è culturale, nel senso ampio del termine. Nel termine culturale c’è dentro il rapporto con la realtà che ci troviamo davanti, le attese dell’uomo contemporaneo, la priorità a cui dare voce, il perché di un vissuto, l’anelito per un colpo d’ala di contributo necessario, le risorse disponibili e il rischio che vogliamo correre. E, non ultima, la paura di non farcela, la paura di sbagliare la proposta. Quante incertezze incombono, nonostante tanta passione e tanto realismo! Non ho dubbi che c’è ancora bisogno di cultura e di un popolo con un’identità, di una comunità con un’identità. Quindi, anche in un quadro di grande incertezza e di riduzione di risorse, l’unica forza che mi sostiene è la motivazione iniziale per cui è nata la nostra esperienza in una periferia urbana dove non c’era pressoché nulla di propositivo e di stabile, con la pretesa di divenire proposta giornaliera. C’è bisogno di qualcuno e di qualcosa che tenga desto lo spirito per creare un minimo di relazioni sociali. Come dice il titolo di questo editoriale, il teatro è un servizio pubblico, è un servizio alla persona intesa nella sua integrità; il teatroè un mezzo privilegiato per trasmettere e fare cultura e quindi è un valore. La politica cosa deve fare di fronte a queste riflessioni? La politica deve scegliere, come sempre. Potrebbe scegliere di aiutare coloro che si assumono l’iniziativa di giovare all’uomo, per rafforzarne l’identità, e così facendo svolgono un servizio pubblico, cioè per tutti. Il contributo dell’Amministrazione comunale di Cesano Boscone è necessario per continuare insieme a scommettere che si può ancora costruire un tessuto sociale di buone relazioni e un benessere collettivo di alto livello. Nelle prossime pagine presentiamo la XXXI Stagione teatrale. Una stagione con nomi importanti e che vi coinvolgeranno per l’applauso finale. Tutti gli spettacoli in cartellone, anche se comici, parlano del nostro “io”, delle sue attese, delle sue pretese, dei suoi impegni, delle sue indifferenze, dei suoi errori. Lascio alla vostra lettura le proposte in cartellone e buon divertimento a tutti.